Conservazione e Scienza al
Parco Zoo Punta Verde

 
La visita al Parco Zoo rappresenta un modo per osservare diverse specie di rettili, uccelli e mammiferi, inseriti in un contesto ambientale estremamente curato dove il settore botanico ricopre di per sé un'ottima occasione per una visita.

Conservazione, parola dai molteplici significati, ma quando ci si riferisce ad alcune specie animali ed al loro ambiente il significato diventa unico e ben preciso. Conservazione in questo contesto significa preservare un determinato ambiente e di conseguenza le specie animali e vegetali presenti in esso, ovvero la biodiversità. Se fino a qualche anno fa era impensabile che uno Zoo potesse avere un ruolo determinante nella conservazione ai giorni nostri tutto ciò è realtà, che continua a dare risultati positivi che ben fanno sperare per il futuro di molte specie attualmente minacciate.

Lo zoo non solo fa conservazione, ma educa il proprio pubblico a conoscere l’ambiente che lo circonda e conseguentemente a rispettarlo e sostiene attività di ricerca grazie alle collaborazioni con Università, NGO e centri di ricerca in genere.

Il Parco Zoo Punta Verde in quest’ottica ormai da parecchi anni ha stretto collaborazioni atte a favorire la ricerca e la conservazione in situ e naturalmente a migliorare le proprie tecniche di allevamento ex situ.

Per chi si occupa, come l’Università, prettamente di conservazione e monitoraggio in situ, i giardini zoologici rappresentano un enorme potenziale per studi comportamentali e verifica dei metodi utilizzati in campo, in particolare per quanto riguarda specie estremamente elusive. Si ha infatti la possibilità di validare metodiche e di sperimentarne di nuove, in condizioni controllate.

A dimostrazione di quanto sopra si elencano le più rilevanti attività condotte dal Parco finalizzate alla conservazione e alla ricerca:

  • Collaborazione con l’Università di Udine Dipartimento Scienze Produzioni Animali (supporto alle attività di monitoraggio in situ di orso bruno e lince eurasiatica mediante prove comportamentali in cattività).
     
  • Collaborazione con l’Università di Pisa Museo di Storia Naturale del Territorio per la realizzazione dei progetti S.M.E.L.L. and L.E.A.V.E.S.. Ricerca sulla comunicazione olfattiva dei Lemuri catta. Tale progetto si divide in due parti ricerca su popolazione ex situ ed applicazione dei risultati per la ricerca in situ.
     
  • Scambio di esemplari in breeding loan con altri istituti zoologici, al fine dell’attuazione dei progetti di conservazione.
     
  • Organizzazione in collaborazione con l’UIZA (Unione Italiana Zoo ed Acquari) del convegno annuale sulla conservazione “In azione per la conservazione” giunto alla sua IV edizione.
     
  • Collaborazione con il Corpo Forestale dello Stato per l’accoglienza di animali sequestrati.
     
  • Partecipazione alle campagne EAZA (European Association of Zoos and Aquaria).
     
  • Partecipazione a programmi EEP

Il Parco Zoo aderisce ai seguenti progetti di conservazione ex situ (EEP ed ESB):

  • Coccodrillo nano africano (Osteolaemus tetraspis)
  • Ibis eremita (Geronticus eremita)
  • Ibis nero (Plegadis ridgwayi)
  • Gru orientale (Grus vipio)
  • Gru del paradiso (Anthropoides paradisea)
  • Ara giacinto (Anodorhynchus hyacinthinus)
  • Lemure dalla coda ad anelli (Lemur catta)
  • Lemure vari bianco e nero (Varecia variegata)
  • Callimico di Goeldi (Callimico goeldii)
  • Tamarino di Edipo (Saguinus oedipus)
  • Tamarino imperatore (Saguinus imperator)
  • Leoantopiteco dorato (Leontopithecus rosalia)
  • Leontopiteco testa dorata (Leontopithecus chrysomelas)
  • Gibbone mani bianche (Hylobates lar)
  • Orso bruno (Ursus arctos)
  • Lice eurasiatica (Lynx lynx)
  • Tigre siberiana (Panthera tigris altaica)
  • Leopardo delle nevi (Uncia uncia)
  • Tapiro sudamericano (Tapirus terrestris)
  • Giraffa (Giraffa camelopardalis)
  • Orice dalle corna a sciabola (Oryx dammah)