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Un tempo gli animali venivamo esibiti lontano dai loro paesi d'origine, all'interno di gabbie. Queste menagerie del 1800 avevano come scopo lo studio e l'esibizione delle varie specie, nell'adattamento e nella riproduzione, dal punto di vista della storia naturale. Col passare degli anni nuovi interessi sorsero nella comunità umana e si cominciò a parlare di parco zoologico e di ecologia; significava un maggiore coscienza che portava a maggiori attenzioni nei confronti dell'habitat e dell'etologia. Questo portò a migliorare le strutture espositive che divennero dei diorama. Arriviamo così al ventesimo secolo e al concetto ancora dominante di "centro di conservazione". L'interesse si sposta sull'ambiente e l'ecosistema, per proteggere le specie a rischio di estinzione. Oggi, questi centri, gestiti da personale specializzato, riproducono in maniera molto fedele l' habitat di provenienza di ciascuna specie.

Lo zoo di oggi assolve a delle funzioni precise sia nei confronti degli animali che del consorzio umano. Innanzitutto è parte attiva nell'educazione ambientale: presenta la varietà delle specie esistenti, insieme alla flora tipica del loro ambiente, come un osservatorio privilegiato per lo studio e le ricerche biologiche ed etologiche. Funge pure da allevamento nel senso migliore del termine, mettendo in condizioni di tranquillità i futuri genitori e la prole.

Seppure in cattività, gli animali vivono in un ambiente dove le variazioni genetiche sono minime in quanto il mantenimento delle linee di sangue è garantito dalla sinergia tra le varie Istituzioni. Grande attenzione viene rivolta alla corretta e bilanciata alimentazione che tiene conto anche delle fasi biologiche (riproduzione, allevamento, svezzamento) di ogni singola specie in funzione delle variazioni climatiche.